Disturbo Non Verbale dell’Apprendimento (DANV)

Sulla base delle evidenze empiriche e dei dati di ricerca pubblicati a livello internazionale, possiamo provare a delineare un profilo tipico del disturbo.
Il DANV si caratterizza per cadute specifiche in compiti di natura non-verbale o meglio, visuo-spaziale, associate a prestazioni sufficienti in compiti verbali;  vi è quindi una netta discrepanza fra QI verbale (più alto) e QI di performance (più basso).

I bambini con tale disturbo sono frequentemente (anche se non necessariamente) goffi e possono incontrare difficoltà ad acquisire le abilità grosso-motorie necessarie per i compiti di cura di sé e per le attività tipiche delle varie età, come vestirsi in modo ordinato, allacciarsi le scarpe, saltare o andare in bicicletta. Inoltre nei test standardizzati che valutano le abilità visuo-motorie e visuo-spaziali forniscono prestazioni significativamente al di sotto della media ed evidenziano difficoltà in compiti come ricalcare, colorare, tagliare con le forbici e scrivere (Telzrow e Bonar, 2006).

Al contrario, questi bambini solitamente sono caratterizzati da uno sviluppo linguistico adeguato, possiedono un ricco vocabolario e tendono ad essere verbosi, ovvero a parlare continuamente senza lasciar spazio all’interlocutore (Rourke, 1995). Proprio per le loro spiccate abilità verbali, essi spesso prediligono la compagnia di compagni più grandi e degli adulti, rispetto a quella dei coetanei.

Per quanto riguarda lo stato degli apprendimenti esiste una grande variabilità nelle prestazioni ottenute dai bambini con DANV. È da notare che gli apprendimenti strumentali di base non sono per sé stessi visuo-spaziali ma possono mettere in gioco abilità visuo-spaziali, e quindi una difficoltà di carattere generale può essere meglio compresa attraverso un’analisi qualitativa delle prestazioni. Nello specifico, le aree dell’apprendimento scolastico che risultano maggiormente compromesse in questi bambini riguardano tutti quegli ambiti che includono la manipolazione di informazioni visuo-spaziali, come il disegno, la matematica, la geometria, la scrittura, la geografia e le scienze. La comprensione del testo può risultare deficitaria là dove vengano inserite relazioni visuo-spaziali tra elementi: descrizioni di paesaggi, movimenti e rapporti spaziali tra oggetti (Mammarella, Pazzaglia e Cornoldi, 2007).

 

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2 pensieri riguardo “Disturbo Non Verbale dell’Apprendimento (DANV)

  1. Finalmente trovo una descrizione anche del disturbo non verbale, generalmente voi logopediste parlate solo di dislessia, disortografia e discalculia.

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