FUNZIONI ESECUTIVE (FE)

Definizione in sintesi….

Le Funzioni Esecutive includono una varietà di processi cognitivi (inibizione, programmazione, problem solving, memoria di lavoro, flessibilità, fluenza verbale, ecc.) finalizzati all’applicazione di comportamenti complessi, che consentono agli individui il raggiungimento di obiettivi determinati. Questa tipologia di processi cognitivi rappresenta la parte più evoluta dell’essere umano.

Sebbene, da un punto di vista clinico non esista la diagnosi di “Disturbo delle Funzioni Esecutive”, numerosi sono i bambini che presentano difficoltà di programmazione, organizzazione, controllo comportamentale o flessibilità nell’adattarsi a situazioni nuove. A ciò si aggiunge che la nostra organizzazione sociale impone, anche ai bambini, una sempre maggiore capacità di ottimizzare i tempi, per svolgere diverse attività in modo rapido ed efficiente; ma molti, anche in ambito scolastico, sono gli alunni che non hanno le risorse per adeguarsi a questi standard, manifestando la sintomatologia della Disfunzione Frontale.

Le FE iniziano a manifestarsi dal primo anno di vita e raggiungono la piena maturazione molto più avanti nel tempo; interagiscono con le emozioni e la motivazione per l’esecuzione di comportamenti complessi, in cui la pianificazione e l’applicazione di strategie hanno un ruolo centrale e determinante per un buon adattamento della persona nel proprio ambiente di vita. Le FE sono, inoltre, “sovrapposte” (anche da un punto di vista neuro-anatomico) ad altri costrutti psicologici, quali l’intelligenza e la Teorie della Mente, se ne desume pertanto, la loro assoluta importanza nello sviluppo di un individuo.

Linee MOLTO generali di intervento.

Gli interventi abilitativi utilizzano un approccio cognitivo-comportamentale (il  migliore dal mio punto di vista) ed educativo in cui vengono analizzati i problemi specifici di ogni bambino, vengono definiti obiettivi e si pianifica un intervento utilizzando un modello di soluzione di problemi in cui il bambino viene coinvolto attivamente, ma affiancato da uno o più  adulti supervisori che forniscono strategie, materiale di supporto e modeling. La supervisione adulta deve lentamente allentarsi nella misura in cui il bambino manifesta una graduale e maggiore autonomia operativa.

Il training per le FE è molto complesso ed articolato;

  • richiede il coordinamento di numerose figure, ovvero: il  bambino stesso, i genitori, le insegnanti, lo psicologo, la logopedista (se necessaria) e spesso un tutor domiciliare.
  • Le aree di intervento devono essere poche
  • È necessario lavorare sull’ambiente attraverso l’inserimento di supporti e modifiche che possano attenuare le difficoltà
  • Identificare le abilità specifiche che dovrebbero essere insegnate e le procedure attraverso cui farlo
  • Lavorare sulla motivazione e la volontà del soggetto onde favorire l’adesione al piano di lavoro (usando ad esempio “UN SISTEMA DI RINFORZO” come la Token Economy)
  • Il tempo per avere risultati apprezzabili è piuttosto lungo

Il training, naturalmente, deve essere seguito da una valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dell’intervento.

Nei bambini queste difficoltà incidono sulla vita scolastica, pertanto,  è bene rifarsi alla legge 170/2010 ed alla circolare MIUR 5/10/2004 in materia di DSA, scegliendo le misure dispensative e compensative adeguate al soggetto.

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