Stimolazione cerebrale per contrastare la dislessia

Nonostante la pausa dal lavoro che mi sono concessa per  seguire i miei due bambini, amo continuare ad informarmi sulle ricerche, gli studi e tutto ciò che concerne il mondo della logopedia, così ho trovato questo articolo che trovo molto interessante e che ho deciso di pubblicare (tratto da  news Fondazione Mariani).

Sono molto incoraggianti i risultati di uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia e il finanziamento del Ministero della Salute Italiano, che per 6 settimane ha sottoposto 19 bambini e adolescenti dislessici a un trattamento con Stimolazione Transcranica a Corrente Diretta (tDCS), procedura non invasiva, completamente indolore, con passaggio di corrente a basso voltaggio. Pubblicati su Restorative, Neurology and Neuroscience, i dati hanno evidenziato un miglioramento del 60% della velocità e accuratezza nelle prove di lettura, passando da 0,5 a 0,8 sillabe lette al secondo; inoltre, le competenze acquisite si sono dimostrate stabili anche dopo un mese dall’ultima seduta. Il prof. Stefano Vicari, responsabile della NPI dell’Ospedale, ha commentato: «Si tratta di uno studio preliminare i cui dati attendono di essere supportati da indagini su casistiche ancora più ampie, ma i risultati ottenuti in questa prima fase sono di grande importanza dal punto di vista clinico. La stimolazione cerebrale non invasiva è infatti una tecnica sicura che può portare a benefici documentati sull’efficacia e l’efficienza del trattamento in un arco di tempo molto più breve rispetto alla terapia tradizionale. Questa ricerca può quindi aprire la strada a nuove prospettive di riabilitazione della dislessia». L’orientamento sarebbe di integrare la tDCS con la terapia logopedica tradizionale, intanto è allo studio un’altra sperimentazione per valutare una possibile riduzione del numero di sedute di stimolazione cerebrale.