Allattare è un dono, anche se è difficile stabilire chi dà e chi riceve (Carlos Gonzales).

 

Tema attualissimo, visto che io allatto ancora Pietro e proprio la scorsa notte è nata la bimba di una delle mie più care amiche!!!

I vantaggi dell’allattamento sono innumerevoli sia per il nostro neonato che per noi; il latte materno è un alimento inimitabile, dona una difesa naturale, riduce lo sviluppo di allergie, garantisce una crescita regolare, le coliche sono più rare , favorisce la relazione mamma-bambino, maggior consumo di calorie per la mamma ed ultimi ma non meno importanti il risparmio economico e la COMODITA’:  scordatevi biberon, scalda biberon, thermos e compagnia bella…

C’è da aggiungere, però, che all’inizio non sono solo gioie ma anche DOLORI… io per entrambi i bimbi ho avuto le ragadi (…non voglio descrivere cosa significa, per chi leggesse e non avesse ancora provato!) Credo che in alcuni casi, mollare sia il primo pensiero… è veramente dura!!! Allattare è una cosa meravigliosa ma serve supporto e la motivazione è ciò che ti fa andare avanti nonostante tutto! Consiglio quindi, innanzitutto, di seguire un corso preparto ed eventualmente di chiedere aiuto ad un’ostetrica.

Durante i vari incontri del corso preparto, viene dedicato molto tempo all’allattamento e ci vengono spiegate tutte le posizioni “facilitanti”, l’attacco corretto, le eventuali conseguenze …

La mia esperienza  però, mi ha fatto capire che tutte queste precauzioni purtroppo non sono tutto… Quando è nato Pietro venivo da 15 mesi di allattamento (quindi un po’ di esperienza la avevo) ed il mio seno era abituato al contatto… però le ragadi si sono ripresentate!!!  La cosa positiva è stata che essendoci già passata ho saputo da subito come comportarmi:

  • Stare il più possibile a seno scoperto.
  • Quando questo non era possibile perché ricevevo visite o dovevo andare da qualche parte, utilizzavo i paracapezzoli d’argento (le coppette assorbi latte sono sconsigliate ma purtroppo io dovevo utilizzarle perché avevo molto latte, perciò quando uscivo di casa, le posizionavo sopra ai paracapezzoli).
  • L’olio VEA è ottimo e soprattutto non è nocivo per il neonato.
  • Non essendo state sufficienti i sopra citati consigli, ho dovuto usare anche altri prodotti per riemarginare “i taglietti”, ovvero una crema a base di colostro e le garze di fitostimoline che applicavo sui capezzoli dopo ogni poppata (naturalmente prima di riattaccare il neonato è necessario lavare mooolto bene la cute).
  • Un ultimo consiglio è l’uso dei paracapezzoli di silicone (anche questi vengono sconsigliati perché il bimbo si abitua a qualcosa di “gommoso”, ma piuttosto di mollare e passare ad un’alimentazione artificiale ho fatto di tutto!!!) Per evitare il rischio che Pietro si abituasse ai paracapezzoli, davo una poppata al giorno senza il loro utilizzo e dopo circa 15 -20 giorni li ho completamente eliminati … le ragadi erano scomparse!!! CHE GIOIA!!! Da lì in poi è rimasto solo l’immenso piacere di allattare ed il dolore non lo ricordo nemmeno più!!!

Magari avessi saputo tutte queste cose quando ci sono passata la prima volta!!! Prima di risolvere il problema sono passati quasi 3 mesi e vi giuro che più di una volta ho pensato che l’allattamento non faceva per me e che il parto in confronto era stato una passeggiata…  cosa assurda visto che ora mi ritengo una promotrice dell’allattamento materno , è una “CURA”  sia per la mamma che per il bebè, vi assicuro che non c’è nulla di più bello!!!

Come ho letto da qualche parte: “Non c’è magia più grande di allattare il proprio piccolo! Chiamatela, ossessione, sintonia, calore… Io amo definirlo PURO AMORE!!!

 

 

Il titolo invece è una frase “rubata” all’ostetrica che mi ha seguito in entrambi i corsi preparto… Grazie!!!

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