Mamma che non lavora: pro e contro.

La prima cosa che mi viene in mente riguarda proprio la DECISIONE di lasciare il lavoro, deve essere una cosa “sentita”, altrimenti si rischia di vivere le mura domestiche come una prigione e di sentirsi isolate e “depresse”; ad un certo punto potrebbe scaturire dentro di voi  la voglia di scappare, la voglia di avere uno stipendio, di avere ore di libertà. In più ci sono da aggiungere i pochi sfizi che vi potrete concedere, le rarissime vacanze, la quantità e qualità dei vestiti che compravate prima, dimenticateli!!! D’altra parte arriverà un solo stipendio in casa (quello di papà) per cui tra mutuo e bollette varie, i soldi per fare “vita mondana” proprio non li avrete!!! Ho sentito molte mamme lamentarsi del loro unico ruolo di mamma e del fatto che devono dipendere dal proprio marito!!! Per cui, pensateci mooolto bene!!!

Per me non è così, la decisione di abbandonare il lavoro è stata MIA e naturalmente mio marito l’ha accolta con gioia… io non mi sento una mantenuta, svolgo il lavoro più bello ed appagante del mondo e lo faccio con gioia, ho la stessa disponibilità economica di mio marito e non mi sento per nulla inferiore a lui, anzi, mi sento una PEIVILEGIATA. Comunque da quando conviviamo, abbiamo vissuto con questo motto: “quello che è mio, è anche tuo e viceversa”. In passato abbiamo messo i nostri stipendi a completa disposizione l’uno dell’altra e non abbiamo mai calcolato chi fosse il “più ricco dei due” (ero ioil mio era un ottimo guadagno mensile! Ve lo assicuro!!!)

Al contempo, ho sentite altre mamme (molte mie colleghe) che si lamentavano del contrario. Ed è grazie a loro che posso elencarvi alcuni contro davanti ai quali potreste trovarvi. Ad esempio:

  • Il sapere che vostro figlio passa la maggior parte del tempo con degli estranei, che le sue gioie e le sue tristezze verranno condivise con altri, che non saprete mai davvero cosa ha provato e cosa ha imparato.
  • L’invidia per chi ha di fronte una giornata da inventare con i propri bambini; preparare una torta insieme, fare una passeggiata, giocare a nascondino ecc…
  • Il fatto che a voi siano concesse solo poche ore e in quelle ore siete tutti stanchi morti!!! Senza contare le faccende domestiche che dovrete ancora svolgere.
  • La nostalgia che vi potrebbe colpire incrociando una mamma con il suo bambino o sentendo una vocina, una risata o un pianto di un piccino…
  • Il dolore che potreste provare nel momento in cui vostro figlio vi dirà: le altre mamme c’erano, perché tu no? Oggi mi puoi venire a prendere prima? Domani posso stare a casa?
  • Il senso di colpa la sera quando un’altra giornata è scivolata tra le dita e voi avete fatto tante cose importanti con la consapevolezza di aver dedicato poco o niente alle persone più importanti della vostra vita.
  • Il comprare mille regalini sperando di colmare i buchi della vostra assenza, sapendo che non funziona così e che oltretutto state pure facendo qualcosa di diseducativo.

Io ho riflettuto tanto, anche perché ero nella cerchia dei privilegiati che amano molto il proprio lavoro e tenete conto che nel giro di questi quasi 3 anni ho ricevuto nuove proposte, ma, mettendo tutto in conto ho deciso che, di tempo per lavorare ne avrò mentre il tempo non passato con i miei figli sarà perso; ricorderò per sempre una frase detta da una mia amica: “Cara Manu, nonostante le vacanze e le cene fuori che io posso concedermi e tu no, sono sicura che tra qualche anno quando ci guarderemo indietro e i nostri figli saranno diventati grandi, sarai tu quella più felice, più fiera di te stessa e con i ricordi migliori”.

Ogni volta che ci vediamo, la ringrazio per queste parole, perché credo che dentro di me abbiano fatto scattare quella molla che mi ha fatto prendere questa decisione con maggiore consapevolezza, amore e “sicurezza”.

Non giudico assolutamente chi prende la decisione opposta alla mia, perché ognuno di noi deve essere libero di vivere la propria vita come desidera!!! Per me il MEGLIO è questo ma per un’altra persona potrebbe risultare difficile e riduttivo!!!